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Capitolo I.

Introduzione

Non è successo che Maurits Cornelis Escher 1 abbia vissuto a Cetara o a Vietri sul Mare 2 3. Quasi sicuramente però li ha visitati, o perlomeno li ha scorti da lontano. Dei borghi della Costiera Amalfitana è soprattutto Atrani che ha attirato la sua attenzione, ed è Atrani che è rappresentato nelle sue Metamorfosi.
4 5 6.
E no, questo non è un modo ingegnoso di cominciare a parlare del Parco del Fuenti, né di iniziare simbolicamente un capitolo con una negazione.
È che è proprio così: con il sequestro del Parco del Fuenti si è innescato un processo da struttura impossibile 7 8 di Escher, da scala impossibile, come quella in cima di Salita e discesa 9.
Sulle scale di Salita e discesa si va sempre avanti, si sale sempre, eppure si torna sempre indietro. In questo caso si tratta di una delle illusioni ottiche preferite di Escher, uno degli artisti più originali e significativi del Novecento e tra i più amati degli ultimi trent'anni, ma con gli ultimi eventi legati al Parco del Fuenti l'illusione è diventata storia d'Italia.

Il 30 settembre 2010 il Tribunale di Salerno, su disposizione del Gip, decreta il sequestro preventivo di tutta l'area Fuenti 10. Un decreto che arriva sei anni dopo l'approvazione del “Progetto di restauro paesaggistico e ambientale dell'Area Fuenti in Vietri sul Mare” 11.
E per tale approvazione non è successo come per le autorizzazioni dell'Amalfitana Hotel del 1968, cioè non ci sono state decisioni prese per carte bollate spedite da un ufficio all'altro, decisioni prese negli anni 60, quando le idee su come e cosa difendere del paesaggio, dell'aspetto naturale del territorio, erano de facto ancora in gestazione, e immaginare di coinvolgere allora le nascenti e numericamente insignificanti associazioni e personalità di orientamento ecologista una proposta probabilmente quantomeno bizzarra. Difatti ricordiamo che secondo diverse fonti, ad esempio secondo il noto esponente del Green Party (il partito dei Verdi inglese) Derek Wall, discutendone nel suo libro The No Nonsense Guide to Green Politics, il primo partito ecologista della storia risale al 1972 ed è stato l'australiano United Tasmania Group. Non solo, una delle più antiche associazioni ambientaliste italiane, Italia Nostra, è stata fondata solo nel 1955, sebbene in verità inizialmente era una associazione orientata alla difesa nello specifico dei beni culturali e artistici ed è partita occupandosi del centro storico di Roma 12, Greenpeace nel 1971, Legambiente addirittura nel 1980.
Ebbene, tornando al Parco del Fuenti, per l'approvazione del “Progetto di restauro paesaggistico e ambientale dell'Area Fuenti in Vietri sul Mare” si è usato lo strumento della Conferenza di Servizi.
Ma cos'è una Conferenza di Servizi? Diciamo qualcosa in forma divulgativa: una Conferenza di Servizi è un insieme di riunioni formali, che vengono quindi verbalizzate, convocate da una amministrazione che invita formalmente altre amministrazioni, ma anche associazioni e altri enti, tenute al fine di esaminare gli interessi e le valutazioni dei partecipanti ed emettere un provvedimento unico in merito al procedimento amministrativo in cui è coinvolto per esempio il privato interessato.
La disciplina della Conferenza di Servizi è contenuta nella legge 241/1990, con le relative modifiche apportate dalla legge 15/2005, e si trova a partire dal Capo IV, intitolato non a caso Semplificazione dell'azione amministrativa, infatti si tratta proprio di uno strumento per la semplificazione e il miglioramento dell'efficacia dell'iter amministrativo, attraverso assemblee e incontri formali finalizzati alla chiarificazione, discussione e risoluzione collettiva dei nodi relativi allo stesso.
Detto in altre parole, nel caso per esempio un privato interessato abbia difficoltà ad ottenere risposte su nullaosta, autorizzazioni e assensi in qualunque modo chiamati da parte di amministrazioni pubbliche, può richiedere, sotto certe condizioni, la convocazione di una Conferenza di Servizi da parte di una di queste amministrazioni, in particolare quella che avrebbe dovuto prendere il provvedimento finale, e ottenere, dopo un certo numero di riunioni e incontri formali, un unico, più ponderato e solitamente più veloce, provvedimento, che, ovviamente, può anche essere non favorevole, la Conferenza di Servizi può chiedere modifiche importanti alla proposta, eccetera. Infatti la normativa attribuisce al provvedimento finale della Conferenza di Servizi un’efficacia sostitutiva, nel senso che sostituisce a tutti gli effetti ogni atto (autorizzazione, concessione, nullaosta ecc. ) che ciascuna amministrazione partecipante (o invitata a partecipare) avrebbe potuto adottare separatamente dalle altre.
Potete trovare una fonte autorevole che riporta queste informazioni in forma sintetica qui, nella voce della Treccani, oppure potete consultare direttamente il testo completo della legge 241/1990, con le modifiche apportate dalla legge 15/2005, qui.
Venendo al Parco del Fuenti, la Conferenza di Servizi relativa al progetto di riqualificazione ambientale fu convocata per la prima volta in forma preliminare dal Comune di Vietri sul Mare il 24 aprile 2003 13 e si concluse completamente con esito favorevole il 7 luglio 2004 11.
Chi fu invitato a tale Conferenza di Servizi? A voi la lista degli invitati dall'amministrazione convocante, il Comune di Vietri Sul Mare, alla Conferenza di Servizi preliminare, la prima, del 24 aprile 2003: il Ministero dell'Ambiente, il Presidente della Regione Campania, l'Assessore all'agricoltura della Regione Campania, l'Assessore al turismo della Regione Campania, l'Assessore all'urbanistica della Regione Campania, il Presidente della Provincia di Salerno, il Sovrintendente per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico, l'Autorità del Bacino Destra Sele, il Presidente della Comunità Montana della Penisola Amalfitana, il Comandante della Capitaneria di Porto, il Dirigente del settore provinciale del Genio Civile, il Presidente dell'Autorità Portuale, il Commissario dell'Ente Provinciale per il Turismo, il Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, l'Agenzia Regionale di Protezione Ambientale Campania di Salerno, l'ANAS di Napoli, il Presidente regionale di Legambiente e il Presidente di Italia Nostra 13.
In conclusione ben diciotto (18) enti diversi invitati formalmente alla Conferenza di Servizi preliminare, comprese due associazioni ambientaliste, più il Comune di Vietri sul Mare. Per la Conferenza di Servizi, cominciata l'11 dicembre 2003, si aggiunsero il Sindaco di Cetara, l'Assessorato all'Ambiente Tutela Ambiente della Regione Campania, l'Assessorato ai Lavori Pubblici Settore Difesa Suolo della Regione Campania, la Tutela Beni Ambientali e il Settore Regionale Politica del Territorio, per un totale di ventitre (23) enti diversi invitati formalmente 14 15 più il Comune di Vietri sul Mare, che complessivamente permisero alla Conferenza di Servizi di avere esito favorevole al progetto. Vedremo poi nei dettagli gli interventi degli enti e delle associazioni.
È qui che però accade l'impossibile. Avendo coinvolto il maggior numero possibile di enti e associazioni, alla fine furono ventiquattro (24), avendo soddisfatto le richieste di tutte le amministrazioni pubbliche e persino Legambiente, mettendo mano più volte al progetto allo scopo di ottenere, doverosamente, il massimo consenso, essendo stati pubblicati molteplici articoli su giornali relativi al progetto di riqualificazione 16 17 18 19 cercando di dare la massima pubblicità, si riteneva finalmente di aver fatto una rampa di scale decisiva. O almeno, come nei matrimoni dei film americani, chi ha qualcosa da dire lo dica adesso o mai più, poiché prima di dire il fatidico si è aspettato un tempo praticamente infinito.
Invece si realizza l'impossibile, con il gradino successivo si torna indietro di quasi quarant'anni: il Tribunale di Salerno decreta il sequestro preventivo di tutta l'area Fuenti 10 e l'illusione ottica diventa realtà e storia d'Italia.
In mezzo un punto che doveva essere di nonritorno, la demolizione dell'Hotel Fuenti.
Non ci rimane che accendere la luce e vedere nei dettagli gli eventi legati al Parco del Fuenti.

Capitolo II

Dalla demolizione dell'Hotel Fuenti all'inizio della Conferenza di Servizi del Parco del Fuenti

La storia del Parco del Fuenti non iniziò nel 2003, quando venne inviato il progetto del Parco e venne convocata una Conferenza di Servizi Preliminare da parte del Comune di Vietri sul Mare per la sua approvazione1.
Iniziò alla fine di un lungo tira e molla, che sarebbe più giusto chiamare guerra giudiziaria, durata più di trent'anni, il 18 marzo 1999 quando il Comune di Vietri sul Mare impose la demolizione dell'Amalfitana Hotel, detto Hotel Fuenti, con l'ordinanza n.201 , a spese della proprietà ed entro 90 giorni dalla data di notifica, creando le premesse per la conseguente riqualificazione ambientale del sito, per il Parco del Fuenti, nonché per questo dossier.

L'ordinanza n. 20 di demolizione dell'Hotel Fuenti del Comune di Vietri sul Mare non fu ancora la prima pietra per la costruzione del Parco del Fuenti. Infatti nel giro di poche settimane si aprì la questione non solo burocratica, ma anche concreta di cosa far seguire all'abbattimento e come sostituire la presenza dell'edificio, tenendo presente che non è evidentemente possibile tornare esattamente allo stato originario.
A questo scopo il Comune di Vietri sul Mare convocò il 9 aprile 1999 2 una Preconferenza di Servizi che si tenne poi il 16 dello stesso mese e che si concluse con un verbale che includeva questo testo: “I Convenuti esprimono il concorde avviso che il ripristino dei luoghi va effettuato attraverso un recupero e restauro ambientale nel pieno rispetto delle leggi nazionali e regionali e delle norme contenute nel vigente P.R.G. adeguato al P.U.T.2 e nel senso dello sviluppo occupazionale ecocompatibile3” . Questa Preconferenza di Servizi non fu esattamente un incontro tra pensionati al bar, ma parteciparono ben 11 enti: il Comune di Vietri sul Mare, il Ministero dell'Ambiente, il Ministero dei Beni e Attività Culturali, la Regione Campania, la Provincia di Salerno, il Genio Civile di Salerno, l'Autorità Bacino del Sele, il Demanio Marittimo Napoli e Salerno, l'Avvocatura Generale dello Stato, il Compartimento Anas di Napoli, il Presidenze dell'Associazione Albergatori e ovviamente Turismo Internazionale srl, che ha tuttora in proprietà l'area.

Andando a leggere direttamente l'ordinanza numero 20, che abbiamo allegato e linkato sopra, si nota come il Comune avesse dato 90 giorni di tempo sia per l'abbattimento che per il ripristino dei luoghi. Sebbene la demolizione fosse molto complessa, era tuttavia fattibile entro tali tempi pressoché completamente, invece la seconda parte dell'ordinanza era sostanzialmente ineseguibile, almeno in 90 giorni. Occorreva fare un nuovo progetto per l'area e ottenere nuovamente tutte le autorizzazioni necessarie. In 90 giorni al massimo si sarebbe potuto scrivere il progetto, di conseguenza la Turismo Internazionale srl, la società proprietaria, chiese una proroga per la parte dell'ordinanza del ripristino dei luoghi al Comune di Vietri sul Mare, allegando anche una primissima idea per il restauro e il recupero ambientale4. Lo studio che fu allegato fu eseguito dalla società CH2MHILL e lo potete trovare qui . Sebbene non c'entri nulla con il progetto definitivo del Parco del Fuenti, di alcuni anni successivo, contiene molte informazioni sull'albergo abbattuto e l'area circostante, ci sono persino foto risalenti a prima della sua costruzione ed è in definitiva interessante anche al di là del contenuto progettuale.
Il 20 luglio 1999 si tenne a Roma presso il Ministero per i Beni e Attività Culturali una Conferenza Consultiva di Servizi alla presenza della Turismo Internazionale e del Sindaco di Vietri sul Mare5. Si constatò come a quella data l'Hotel Fuenti fosse ormai quasi completamente demolito e si dovesse procedere con la riqualificazione ambientale dell'area, concedendo un'opportuna proroga. La Conferenza si concluse sancendo che il Comune di Vietri sul Mare avrebbe dovuto convocare una nuova Conferenza di Servizi entro 15 giorni dalla presentazione del progetto definitivo.
Il Corriere della Sera del 25 giugno 19996 pubblicò un articolo a proposito della quasi completamente terminata demolizione del Fuenti con il sottotitolo: “Dopo 30 anni la Costiera Amalfitana si libera del simbolo dell'abusivismo edilizio”.
Il 4 agosto 1999 finalmente il Comune di Vietri sul Mare concesse la proroga7, mentre il 31 gennaio 2000 convocò la Turismo Internazionale al Ministero per i Beni e Attività Culturali al fine di esaminare l'ipotesi progettuale della CH2MHILL precedentemente menzionata8.
La riunione si tenne il 10 febbraio 2000 con la presenza, oltre che di Turismo Internazionale e del Sindaco del Comune di Vietri sul Mare e altri funzionari comunali, anche dell'architetto Maurizio Galletti e del professor Ruggero Martines. L'esito fu il divenire chiaro del fatto che erano ancora necessari degli approfondimenti sul progetto, soprattutto in merito alla compatibilità paesistica e ambientale e agli equilibri urbanistici legati alla mobilità e ai trasporti9. La Turismo Internazionale si impegnò a presentare le integrazioni entro il 31 marzo dello stesso anno.
Con perfetta puntualità il 31 marzo 2000 la Turismo Internazionale consegnò i documenti e le informazioni richieste al Comune di Vietri sul Mare10, proponendo un'idea di intervento “globale” ed una “locale”. Nel primo caso si trattava di un progetto tecnicamente complesso, esteso e ambizioso ma che avrebbe richiesto anche l'aiuto di finanziamenti pubblici, magari anche europei, mentre nel secondo si trattava di un intervento più modesto teso al solo recupero ambientale locale.
A questo punto ci fu un periodo di silenzio da parte dei diversi enti amministrativi. Sembrò non esserci accordo sul progetto di riqualificazione da parte dei vari enti coinvolti e finirono per passare diversi mesi. La Turismo Internazionale sollecitò il Comune di Vietri sul Mare almeno quattro (4) volte: il 6 giugno 2000 11, l'11 agosto12 dello stesso anno, il 23 gennaio 2001 13 e infine il 7 novembre 200114, quando chiamò in causa anche l'Assessore all'Urbanistica della Regione Campania e il Ministro dei Beni e Attività Culturali. Con l'ultimo documento la Turismo Internazionale chiese formalmente di indire eventualmente la Conferenza di Servizi per prendere i provvedimenti in merito al progetto presentato.
Ma in realtà qualcosa era successo. Il 4 settembre 2000 la Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Salerno e Avellino pubblicò un bando per uno studio di fattibilità14. Ma non uno qualsiasi, bensì uno studio di fattibilità sul tema “Progetto per lo studio delle tipologie architettoniche per una unitarietà di intervento nell’area della Costa di Amalfi e per la riqualificazione della S.S. 163 e del paesaggio conseguente all’abbattimento dell’Hotel Fuenti”. Cosa vuol dire? Cos'è uno studio di fattibilità?
Uno studio di fattibilità ha l'obiettivo di mettere in evidenza e determinare i punti di forza e di debolezza di un'idea, di un progetto o di un insieme di progetti, ossia riconoscere opportunità e minacce al riguardo e valutare le possibilità di successo. Si tratta in conclusione di una fase preliminare della progettazione, intesa in senso lato, cioè non strettamente architettonico e ingegneristico. È possibile trovare informazioni in merito su Wikipedia, alla voce italiana o inglese, oppure per esempio su questa dispensina schematica dell'Università del Kentucky.
In questo caso il bando della Soprintendenza era per uno studio per valutare possibili interventi in Costiera Amalfitana con lo scopo di migliorare globalmente il territorio, soprattutto in relazione alla mobilità, quindi alla Statale 163 Amalfitana, e all'area dell'Hotel Fuenti appena abbattuto.
Le società che si aggiudicarono lo studio di fattibilità furono Cles srl e Protec srl e il rapporto finale fu presentato a Napoli il 25 giugno 2002 a Castel dell'Ovo3 durante un convegno organizzato dalla Soprintendenza dal titolo “Idee e progetti per la Costa d'Amalfi15”.
Lo studio di fattibilità è composto da circa duecento pagine ed è denso di analisi economiche, ma anche giuridiche e tecniche, qui lo potete trovare integralmente: da pagina 1 a pagina 78, 79, da 80 a 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92 e 93, 94, da 95 a 99, 100 e 101, da 102 a 225.
L'abbiamo riportato solamente per completezza, in realtà è possibile limitarsi a leggere la relazione sintetica conclusiva delle prime pagine per avere un'idea abbastanza chiara di cosa avevano pensato Cles e Protec.
Lo studio di fattibilità individuò l'idea progetto principale in un nucleo di interventi costituito dalla realizzazione di un percorso ambientale attrezzato nell'immediato entroterra, cioè un sentiero di passeggiata e arrampicata; di una funivia da Maiori ai Monti dell'Avvocata4 per la mobilità dei fruitori del sentiero e per gli agricoltori; della rotatoria all'entrata di Vietri e della rampa Vietri Reggio Calabria, per decongestionare l'accesso all'area. Come interventi integrativi vennero presentati la realizzazione delle attrezzature per i servizi a mare, a Fuenti ed Erchie5; il parcheggio e una cavea per spettacoli, dunque una sorta di anfiteatro, a Fuenti; le attrezzature commerciali per prodotti tipici su 1000 mq e una struttura ricettiva da 250 posti ad Erchie.
Il sottocapitolo dedicato al Fuenti, circa a pagina 92, mise in evidenza come su tale area esistesse già una produzione progettuale notevole e differenziata, che aveva visto consolidarsi nel corso del tempo l'ipotesi di destinazione d'uso delle aree rese disponibili dall'abbattimento dell'hotel a spazio per spettacoli all'aperto, e anche lo studio di fattibilità stesso si orientò su tale ipotesi.
In particolare l'idea di Cles e Protec era quella di utilizzare elementi e materiali del luogo ricostruendo le curve di livello e realizzando così una cavea6 in materiali compatibili con l'ambiente circostante e riproponendo, a copertura del taglio della montagna a monte dell'albergo, la caratteristica sistemazione a terrazzamenti degradanti collegati da un percorso pedonale studiato in modo da realizzare il massimo di integrazione con l'ambiente naturale. Dunque l'intento era quello di riproporre materiali e trattamenti del terreno caratteristici della zona anche attraverso elementi “artificiali”, quali i terrazzamenti, che secondo Cles Protec erano ormai entrati a far parte del “paesaggio antropizzato” della Costiera Amalfitana.
Al di là dell'essere d'accordo o meno con l'idea di Fuenti di Cles Protec, più avanti, verso pagina 95, veniva scritto qualcosa di altamente rilevante: dalle indagini geologiche e geotecniche esistenti emergeva l'impossibilità ed anche la pericolosità connessa all'ipotesi di effettuare massicci riempimenti che avrebbero prodotto aumenti di carico sulle aree di notevole entità. In altre parole riempimenti nell'area Fuenti sono altamente pericolosi oltre che difficili.
Un'altra osservazione molto significativa che ebbe modo di fare lo studio di fattibilità riguardava le problematiche giuridiche degli interventi. Verso pagina 209 si osservava come l'area Fuenti fosse classificata nel PUT come “Zona territoriale 1a – Tutela dell'ambiente naturale – Primo grado”. In essa l'art. 17 della Legge Regionale Campania 35/1987, oltre a sancire “l'inedificabilità sia privata che pubblica”, l'impossibilità di “ogni trasformazione del suolo (sbancamento, muri di sostegno, riporti, etc)”, nonché “opere di rimboschimento in contrasto con la vegetazione esistente”, prescriveva, inoltre, che i PRG dovevano “prevedere, ove necessario, interventi di restauro del paesaggio, secondo i criteri indicati nelle norme tecniche del successivo titolo IV”. A quest'ultimo proposito, l'art. 22 della stessa legge disponeva che “gli interventi per il restauro del paesaggio, che sono previsti per la zona territoriale 1a, devono essere programmati secondo progetti […] tendenti a: - rimuovere le cause che hanno alterato l'ambiente naturale mediante demolizione delle opere eseguite (da effettuarsi con la predisposizione di opportune leggi); - ripristinare l'assetto primitivo, sia per quanto riguarda la morfologia del suolo che per quanto riguarda la vegetazione”.
Si osservava inoltre che in quest'ultima prescrizione il PUT, consentendo il solo ripristino dell'assetto primitivo del suolo e della vegetazione, sembrava esprimere un'accezione della tutela del paesaggio ex art. 9 Cost. come funzione di mera conservazione, che non contemplava alcuna possibilità di mutazione, anche parziale, della destinazione e/o della morfologia del territorio e/o della vegetazione, né per finalità di valorizzazione né, malgrado tutto, per la riqualificazione di aree degradate in cui (come nei casi di specie) il ripristino dell'assetto primitivo si prospettava, allo stato della situazione susseguente alla demolizione dell'opera, estremamente difficoltoso dal punto di vista tecnico ed in ogni caso foriero di rilevanti problematiche dal punto di vista geologico. Tale modo di intendere la tutela del paesaggio in realtà, non sarebbe stato assolutamente l'unico possibile, come la stessa Corte Costituzionale avrebbe riconosciuto allorquando ha affermato che in forza delle disposizioni della legge Galasso7 è, anzi, emerso “della tutela del paesaggio il carattere non più conservativo e statico, ma gestionale e dinamico (l'intervento umano è valutato positivamente se controllato e mirato) 8”.
Sottolineiamo che lo studio di fattibilità Cles Protec è un lavoro indipendente da Turismo Internazionale e che anzi è stato commissionato proprio dalla Soprintendenza.
In ogni caso lo studio di fattibilità alzò un forte coro di proteste da parte di associazioni ambientaliste e non, e lo stesso venne sostanzialmente accantonato. Riportiamo qualche articolo di giornale che raccolse le reazioni allo studio di fattibilità: per esempio un articolo dell'ANSA su Ermete Realacci del 4 giugno del 2000 e esempio un articolo del 26 giugno di Il Mattino.

Il 10 marzo del 2003 finalmente arrivò la risposta del Comune di Vietri sul Mare in merito al progetto del 1999, che fu respinto16. Il contenuto del documento fu all'incirca questo: “È stato rilevato che lo stesso [Il progetto] pur essendo finalizzato al recupero paesaggistico dell'area, non appare pienamente confacente all'esigenza di rimodulare il profilo dell'area in modo da conformarla all'ambiente circostante. Per queste ragioni si ritiene di non poter approvare il progetto stesso. Invita, tuttavia, la società Turismo Internazionale a presentare un nuovo progetto secondo le indicazioni emerse nel corso dei vari incontri con questa Amministrazione e con gli Enti in indirizzo [Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Assessore Regionale al Turismo, l'Assessore Regionale all'Urbanistica e ai Beni Culturali, il Presidente della Provincia di Salerno e il Soprintendente delle Province di Salerno e Avellino]”.
Il 4 aprile 2003 la Turismo Internazionale consegnò una versione embrionale di quello che sarebbe stato poi il progetto definitivo del Parco del Fuenti e chiese formalmente al Comune di Vietri sul Mare di indire la Conferenza Preliminare di Servizi 17, posando questa volta per davvero la prima pietra del Parco del Fuenti.

1. Vedere l'introduzione alla parte sul Parco del Fuenti nel dossier per avere informazioni su cos'è una Conferenza di Servizi
2. PRG e PUT stanno rispettivamente per Piano Regolatore Generale e Piano Urbanistico Territoriale. Potete trovare prime informazioni in merito per esempio su Wikipedia qui
3. Castel dell'Ovo è un antichissimo castello di Napoli risalente al I secolo a.C. Qui la sua pagina Wikipedia
4. Potete trovare informazioni qui su Wikipedia, si tratta di un monte nei pressi di Maiori su cui c'è anche un noto Santuario
5. Frazione di Maiori
6. Qui la voce Wikipedia di cavea
7. Qui la voce Wikipedia della legge Galasso
8. Cfr. Corte Costituzionale 27 giugno 1986, n. 151, in Cons. Stato, II, pp.818 e ss.

Continua

A breve riveleremo i successivi capitoli del Dossier Fuenti. Restate in linea...