Il cemento armato? Ha qualcosa di magico. Parola di Pier Luigi Nervi

Il complesso monumentale di Santa Sofia a Salerno ospita, fino al 24 febbraio 2013, un’esposizione delle opere più suggestive  di Pier Luigi Nervi.

La mostra “Pier Luigi Nervi: Architettura come Sfida”, prima grande retrospettiva internazionale, dedicata al più noto ingegnere italiano del ’900, è stata presentata dal Presidente della Pier Luigi Nervi Project, Marco Nervi, e dal Professor Mario Alberto Chiorino, membro del Comitato Scientifico della mostra.

Tra i maggiori artefici di architetture strutturali nel panorama internazionale del Moderno, Pier Luigi Nervi, nato a Sondrio, nel 1891 e spentosi a Roma nel 1979,  è stato progettista e costruttore. Ha realizzato opere di grande spessore, utilizzando prevalentemente la stessa tecnica: quella del cemento armato.

Abbiamo intervistato il nipote di Pier Luigi Nervi, Marco Nervi, anche lui ingegnere.

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Bernard Lassus

 

Un uomo arriva a Stoccolma via mare. E’ il 1969. Quando la nave entra nel porto vede un paesaggio equilibrato, in armonia con l’abitato a ridosso dello scalo. Man mano che la nave si avvicina alla banchina l’uomo si accorge che c’è una corazzata attraccata, perfettamente mimetizzata, grazie ai suoi colori, con il paesaggio circostante. Quell’uomo è Bernard Lassus, uno tra i maggiori paesaggisti europei, oggi ottantenne, insignito nel corso della sua carriera con importanti riconoscimenti, tra i quali la Médaille d’Or Sir Geoffrey Jellicoe, I.F.L.A. (International Federation of Landscape Architects)-UNESCO, nel 2009 e la ISA Médaille pour la Science, Istituto di Studi Avanzati, Université di Bologna, Italie, nel 2010.

Da quella folgorazione – le ‘camouflage’ che inganna i sensi – Lassus capisce che la percezione fisica degli oggetti cambia con i colori e con la luce. E che l’apparenza può essere diversa dalla sostanza e giocare un ruolo importante per la funzione degli oggetti e delle strutture. “Basta guardare il paesaggio nel suo insieme, vedere come interagisce con i colori e con la luce, per intervenire, magari anche con un po’ di ironia, e rendere piacevolmente fruibile ciò che non lo è”, recita il paesaggista.

È questa in sintesi estrema, la lectio magistralis che Bernard Lassus porta in Italia. I suoi “Percorsi Paesaggistici” hanno fatto tappa a Salerno, prima di raggiungere Roma, Bologna e Venezia.

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Crescent, riprendono i lavori, Italia nostra condannata alle spese

Il Consiglio di Stato, nelle more della pubblicazione della sentenza di merito, ha autorizzato la prosecuzione dei lavori oltre quota piazza. Di fatto, questa decisione ristabilisce la situazione ex ante. I lavori, dunque, procederanno regolarmente. Condannata al pagamento delle spese, sia al Comune che alla società Crescent, per 3000 e 1000 euro l’associazione Italia Nostra.

Nel pronunciamento anche l’indicazione di ulteriori tre verificazioni sullo stato dei lavori e l’indicazione che «la prosecuzione dei lavori avviene sotto la responsabilità del Comune e della società Crescent consci che in caso di accoglimento dei ricorsi potrebbe conseguirne l’annullamento degli atti impugnati e in caso di vizi insanabili anche l’abbattimento».

Ecco uno stralcio dell’ordinanza: “Ritento che la causa pone complesse questioni in rito e in merito che non sono ancora compiutamente fornite di prova sicché il Collegio, con separata ordinanza, ha disposto istruttoria e tre diverse verificazioni;

E’ in particolare pregiudiziale la verifica della tempestività della presentazione dell’originario ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con cui sono stati impugnati tutti i provvedimenti presupposti dal premesso di costruire rilasciato alla società Crescent;

Si tratta di questione relativa alla rituale instaurazione del rapporto processuale, per la quale allo stato manca in atti la prova delle modalità e dunque della data di presentazione del ricorso straordinario;

La mancanza allo stato di prova della tempestività del ricorso straordinario e la necessità di disporre verificazione su dati fattuali-tecnici controversi, comporta che allo stato non emerge, in relazione ai ricorsi di primo grado proposti da Italia Nostra, ai tre atti di motivi aggiuntivi in primo grado, all’atto di motivi aggiuntivi in appello, il fumus boni iuris, impregiudicato l’esito della istruttoria e delle tre disposte verificazioni, sicché non può nemmeno, allo stato, essere apprezzato a favore di Italia Nostra il periculum in mora:

“Nella valutazione dei contrapposti interessi e in difetto, allo stato, di un fumus boni iuris chiaramente percepibile, non può essere impedita la prosecuzione dei lavori, prosecuzione che comunque avverrà sotto la consapevole assunzione di responsabilità da parte del Comune di Salerno e della società Crescent, se ed in quanto sicuri delle proprie ragioni, e ben consci che, nell’ipotesi di accoglimento degli appelli e dei ricorsi di primo grado, potrebbe conseguirne non solo l’annullamento degli atti impugnati ma anche, ove i vizi riscontrati fossero insanabili, l’adozione da parte del Collegio di congrue misure di ottemperanza (ivi comprese la sospensione dei lavori e la demolizione delle opere), secondo la rigorosa giurisprudenza della Sezione in tema di ottemperanza alle decisioni di rimozione di opere senza titolo. .

L’Associazione Italia Nostra Onlus era rappresentata e difesa dagli avvocati Oreste Cantillo, Oreste Agosto, il Comune di Salerno era difeso dagli avvocati Angelo Clarizia e Antonio Brancaccio, mentre la società Crescent dai legali Mario Sanino, Paolo Vosa e Lorenzo Lentini.

Per informazioni sul Crescent, a questo indirizzo trovate il sito ufficiale: http://www.crescent.salerno.it