Crescent, riprendono i lavori, Italia nostra condannata alle spese

Il Consiglio di Stato, nelle more della pubblicazione della sentenza di merito, ha autorizzato la prosecuzione dei lavori oltre quota piazza. Di fatto, questa decisione ristabilisce la situazione ex ante. I lavori, dunque, procederanno regolarmente. Condannata al pagamento delle spese, sia al Comune che alla società Crescent, per 3000 e 1000 euro l’associazione Italia Nostra.

Nel pronunciamento anche l’indicazione di ulteriori tre verificazioni sullo stato dei lavori e l’indicazione che «la prosecuzione dei lavori avviene sotto la responsabilità del Comune e della società Crescent consci che in caso di accoglimento dei ricorsi potrebbe conseguirne l’annullamento degli atti impugnati e in caso di vizi insanabili anche l’abbattimento».

Ecco uno stralcio dell’ordinanza: “Ritento che la causa pone complesse questioni in rito e in merito che non sono ancora compiutamente fornite di prova sicché il Collegio, con separata ordinanza, ha disposto istruttoria e tre diverse verificazioni;

E’ in particolare pregiudiziale la verifica della tempestività della presentazione dell’originario ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con cui sono stati impugnati tutti i provvedimenti presupposti dal premesso di costruire rilasciato alla società Crescent;

Si tratta di questione relativa alla rituale instaurazione del rapporto processuale, per la quale allo stato manca in atti la prova delle modalità e dunque della data di presentazione del ricorso straordinario;

La mancanza allo stato di prova della tempestività del ricorso straordinario e la necessità di disporre verificazione su dati fattuali-tecnici controversi, comporta che allo stato non emerge, in relazione ai ricorsi di primo grado proposti da Italia Nostra, ai tre atti di motivi aggiuntivi in primo grado, all’atto di motivi aggiuntivi in appello, il fumus boni iuris, impregiudicato l’esito della istruttoria e delle tre disposte verificazioni, sicché non può nemmeno, allo stato, essere apprezzato a favore di Italia Nostra il periculum in mora:

“Nella valutazione dei contrapposti interessi e in difetto, allo stato, di un fumus boni iuris chiaramente percepibile, non può essere impedita la prosecuzione dei lavori, prosecuzione che comunque avverrà sotto la consapevole assunzione di responsabilità da parte del Comune di Salerno e della società Crescent, se ed in quanto sicuri delle proprie ragioni, e ben consci che, nell’ipotesi di accoglimento degli appelli e dei ricorsi di primo grado, potrebbe conseguirne non solo l’annullamento degli atti impugnati ma anche, ove i vizi riscontrati fossero insanabili, l’adozione da parte del Collegio di congrue misure di ottemperanza (ivi comprese la sospensione dei lavori e la demolizione delle opere), secondo la rigorosa giurisprudenza della Sezione in tema di ottemperanza alle decisioni di rimozione di opere senza titolo. .

L’Associazione Italia Nostra Onlus era rappresentata e difesa dagli avvocati Oreste Cantillo, Oreste Agosto, il Comune di Salerno era difeso dagli avvocati Angelo Clarizia e Antonio Brancaccio, mentre la società Crescent dai legali Mario Sanino, Paolo Vosa e Lorenzo Lentini.

Per informazioni sul Crescent, a questo indirizzo trovate il sito ufficiale: http://www.crescent.salerno.it