Spiagge all’asta

Dopo le caserme i fari, gli immobili di pregio, castelli e terreni agricoli (gli asset pubblici che il Governo si prepara a cedere per recuperare risorse e portare avanti l’agenda di crescita del Paese), adesso tocca anche alle spiagge. Da essere considerati “demanio inalienabile” e quindi intoccabili, dal 2016, anche gli stabilimenti balneari andranno all’asta, almeno secondo quanto stabilito dalla direttiva europea, la Bolkestein, che imporrà bandi di evidenza pubblica  per assegnare le concessioni delle spiagge. In poche parole, da gennaio del  2016, se non ci saranno novità, le autorizzazioni all’esercizio dell’attività balneare sulle spiagge finiranno all’asta, in pasto ai migliori offerenti. Al contrario di quello che accade oggi: licenze che hanno una durata di 6 anni con diritto di insistenza, rinnovabili alla scadenza.

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“La tutela del paesaggio? A volte è questione di buon senso”

L’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino, nasce da un’idea nata nel 2005, a Barcellona. In un incontro di Arco Latino, un euro-territorio del sud Europa localizzato nell’area che comprende i litorali mediterranei dell’Italia, della Francia, della Spagna e del Portogallo, la Provincia di Salerno propose l’istituzione dell’Osservatorio presso la Certosa di San Lorenzo in Padula, una location ideale per mettere in pratica i principi della Convenzione Europea del Paesaggio (CEP) e le diverse azioni di sensibilizzazione, formazione ed informazione sul tema.
“Da allora ad oggi molte azioni sono state compiute”, conferma il presidente dell’Osservatorio, Angelo Paladino. “Nel 2007 abbiamo siglato a Vietri sul Mare un ‘Accordo di Collaborazione’ per una cooperazione europea, in cui l’Osservatorio ha un ruolo di raccordo e valutazione di buone pratiche e svolge attività formazione ed informazione attraverso il Master Europeo del Paesaggio e la Summer School del Master con docenti, esperti e studenti europei, per promuovere la cultura del Paesaggio, nel rispetto dei principi della CEP”.
Qual è la vostra mission?
“La nostra mission, come Osservatorio, è soprattutto quella di attuare i principi degli articoli 6 e 7 della Convezione europea del paesaggio: compiere azioni di sensibilizzazione dal basso, per convincere comunità ed enti locali che la tutela del paesaggio è anche un momento economico per i territori, una strada certa per lo sviluppo sostenibile”.
Chi sono i vostri interlocutori?
“I nostri interlocutori sono i 20 Osservatori presenti in Italia, ma ci muoviamo in un ambito difficile, se pensiamo che la Campania non ha ancora aderito alla Convenzione europea del paesaggio e non ha istituito l’Osservatorio regionale del paesaggio…”.
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Crescent, riprendono i lavori, Italia nostra condannata alle spese

Il Consiglio di Stato, nelle more della pubblicazione della sentenza di merito, ha autorizzato la prosecuzione dei lavori oltre quota piazza. Di fatto, questa decisione ristabilisce la situazione ex ante. I lavori, dunque, procederanno regolarmente. Condannata al pagamento delle spese, sia al Comune che alla società Crescent, per 3000 e 1000 euro l’associazione Italia Nostra.

Nel pronunciamento anche l’indicazione di ulteriori tre verificazioni sullo stato dei lavori e l’indicazione che «la prosecuzione dei lavori avviene sotto la responsabilità del Comune e della società Crescent consci che in caso di accoglimento dei ricorsi potrebbe conseguirne l’annullamento degli atti impugnati e in caso di vizi insanabili anche l’abbattimento».

Ecco uno stralcio dell’ordinanza: “Ritento che la causa pone complesse questioni in rito e in merito che non sono ancora compiutamente fornite di prova sicché il Collegio, con separata ordinanza, ha disposto istruttoria e tre diverse verificazioni;

E’ in particolare pregiudiziale la verifica della tempestività della presentazione dell’originario ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con cui sono stati impugnati tutti i provvedimenti presupposti dal premesso di costruire rilasciato alla società Crescent;

Si tratta di questione relativa alla rituale instaurazione del rapporto processuale, per la quale allo stato manca in atti la prova delle modalità e dunque della data di presentazione del ricorso straordinario;

La mancanza allo stato di prova della tempestività del ricorso straordinario e la necessità di disporre verificazione su dati fattuali-tecnici controversi, comporta che allo stato non emerge, in relazione ai ricorsi di primo grado proposti da Italia Nostra, ai tre atti di motivi aggiuntivi in primo grado, all’atto di motivi aggiuntivi in appello, il fumus boni iuris, impregiudicato l’esito della istruttoria e delle tre disposte verificazioni, sicché non può nemmeno, allo stato, essere apprezzato a favore di Italia Nostra il periculum in mora:

“Nella valutazione dei contrapposti interessi e in difetto, allo stato, di un fumus boni iuris chiaramente percepibile, non può essere impedita la prosecuzione dei lavori, prosecuzione che comunque avverrà sotto la consapevole assunzione di responsabilità da parte del Comune di Salerno e della società Crescent, se ed in quanto sicuri delle proprie ragioni, e ben consci che, nell’ipotesi di accoglimento degli appelli e dei ricorsi di primo grado, potrebbe conseguirne non solo l’annullamento degli atti impugnati ma anche, ove i vizi riscontrati fossero insanabili, l’adozione da parte del Collegio di congrue misure di ottemperanza (ivi comprese la sospensione dei lavori e la demolizione delle opere), secondo la rigorosa giurisprudenza della Sezione in tema di ottemperanza alle decisioni di rimozione di opere senza titolo. .

L’Associazione Italia Nostra Onlus era rappresentata e difesa dagli avvocati Oreste Cantillo, Oreste Agosto, il Comune di Salerno era difeso dagli avvocati Angelo Clarizia e Antonio Brancaccio, mentre la società Crescent dai legali Mario Sanino, Paolo Vosa e Lorenzo Lentini.

Per informazioni sul Crescent, a questo indirizzo trovate il sito ufficiale: http://www.crescent.salerno.it

 

Benvenuti sul sito del Parco del Fuenti

Cominciamo con rigore, dalle origini… dei continenti. Provate a immaginare una enorme massa di terre emerse che inizia a scomporsi tendendo all’attuale forma, sotto l’effetto tumultuoso dei terremoti.

Il Fuenti è lì: compresso tra Europa e Africa, insieme a tutto il resto d’Italia, in uno spazio che aprendosi, a breve avrebbe ospitato il Mediterraneo.

Inizia a farsi più semplice e tutto si avvicina alla dimensione attuale. Acqua cristallina e verde incontaminato che si affaccia repentino sulla scogliera a strapiombo sul Mare.

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