Premio Europeo del Paesaggio del Consiglio d’Europa, selezionato il progetto di Libera

“La rinascita dell’alto Belice Corleonese dal recupero delle terre confiscate alla mafia” presentato da “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, è il progetto proposto dall’Italia per la terza edizione del Premio Europeo del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Tra le settantasette proposte progettuali, che erano arrivate alla direzione generale del Premio, è stata scelta quella di Libera, individuata con una selezione dalla Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero per i beni e le attività culturali, coadiuvata da una Commissione di esperti.
 Tra le motivazioni espresse, quelle di reputare all’unanimità il progetto di Libera, particolarmente meritorio per l’eccellenza del metodo su cui si fonda, conforme ai principi enunciati dalla Convenzione Europea del Paesaggio e rispondente ai criteri indicati dal Consiglio d’Europa: sostenibilità, esemplarità, partecipazione, sensibilizzazione.

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Bernard Lassus

 

Un uomo arriva a Stoccolma via mare. E’ il 1969. Quando la nave entra nel porto vede un paesaggio equilibrato, in armonia con l’abitato a ridosso dello scalo. Man mano che la nave si avvicina alla banchina l’uomo si accorge che c’è una corazzata attraccata, perfettamente mimetizzata, grazie ai suoi colori, con il paesaggio circostante. Quell’uomo è Bernard Lassus, uno tra i maggiori paesaggisti europei, oggi ottantenne, insignito nel corso della sua carriera con importanti riconoscimenti, tra i quali la Médaille d’Or Sir Geoffrey Jellicoe, I.F.L.A. (International Federation of Landscape Architects)-UNESCO, nel 2009 e la ISA Médaille pour la Science, Istituto di Studi Avanzati, Université di Bologna, Italie, nel 2010.

Da quella folgorazione – le ‘camouflage’ che inganna i sensi – Lassus capisce che la percezione fisica degli oggetti cambia con i colori e con la luce. E che l’apparenza può essere diversa dalla sostanza e giocare un ruolo importante per la funzione degli oggetti e delle strutture. “Basta guardare il paesaggio nel suo insieme, vedere come interagisce con i colori e con la luce, per intervenire, magari anche con un po’ di ironia, e rendere piacevolmente fruibile ciò che non lo è”, recita il paesaggista.

È questa in sintesi estrema, la lectio magistralis che Bernard Lassus porta in Italia. I suoi “Percorsi Paesaggistici” hanno fatto tappa a Salerno, prima di raggiungere Roma, Bologna e Venezia.

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