Spiagge all’asta

Dopo le caserme i fari, gli immobili di pregio, castelli e terreni agricoli (gli asset pubblici che il Governo si prepara a cedere per recuperare risorse e portare avanti l’agenda di crescita del Paese), adesso tocca anche alle spiagge. Da essere considerati “demanio inalienabile” e quindi intoccabili, dal 2016, anche gli stabilimenti balneari andranno all’asta, almeno secondo quanto stabilito dalla direttiva europea, la Bolkestein, che imporrà bandi di evidenza pubblica  per assegnare le concessioni delle spiagge. In poche parole, da gennaio del  2016, se non ci saranno novità, le autorizzazioni all’esercizio dell’attività balneare sulle spiagge finiranno all’asta, in pasto ai migliori offerenti. Al contrario di quello che accade oggi: licenze che hanno una durata di 6 anni con diritto di insistenza, rinnovabili alla scadenza.

“Andare all’asta – secondo il Sindacato Italiano Balneari – vuol dire aprire le porte alla criminalità organizzata nonché alla grande industria, di fatto scalzando le piccole imprese a gestione familiare” che da anni hanno investito nel settore. Il Sindacato chiede che venga presa in considerazione quella che è la vera offerta turistica italiana la cui tipicità è data anche dallo stabilimento balneare. A nulla sono servite le iniziative di protesta che gli operatori balneari hanno intrapreso la scorsa estate con la chiusura degli ombrelloni, in segno di disapprovazione. L’intento è comune: chiedere la riapertura del tavolo tecnico tra Governo, enti locali e sindacati, al fine di delineare un quadro normativo che tuteli le attuali imprese balneari, che rischiano di scomparire sotto gli effetti della direttiva Bolkestein. I primi segnali arrivano dalla costiera romagnola dove cresce il numero di stabilimenti balneari che passano la mano, concessioni comprese. Fioccano le offerte di vendita di lidi su eBay annunci. In Italia siamo intorno a 1500 lidi sul mercato, ma l’onda lunga, effetto della crisi, arriva fino alle coste pugliesi. Qualche esempio: “Vendiamo stabilimento balneare di mq 750 nel Salento, mare adriatico, località rinomata e piena di turisti stranieri, con 80 posti ombrellone. Euro 450.000”. E ancora: “Stabilimento balneare vendesi in zona Manfredonia (Fg) mq 8000 con: bar, tabacchi, ristorante, pizzeria, parcheggio, 180 ombrelloni”. L’ultima parola spetta alla Comunità Europea. Sarà lo stesso ministro degli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi ad affrontare in prima persona la questione a Bruxelles, partendo dal presupposto di trovare una soluzione che non penalizzi le imprese e ne garantisca il futuro. Una soluzione che si rende sempre più urgente, vista la crisi del turismo, il blocco degli investimenti e la difficoltà per le imprese di competere a livello internazionale.

  • http://twitter.com/raffaelemilord GaetanoRiso

    e’ un pericolo grave che bisogna combattere speriamo che questo governo e questa classe politica venga spazzata via alle prossime elezioni